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E quindi cosa vuoi essere da grande?

Sono le 17:25, che vi parla è una diciassettenne nel pieno dei suoi studi. Tra compiti, fogli volanti e orientamenti universitari, ogni tanto mi ricordo un domanda che mi è stata posta fin dalla tenera età: cosa vuoi fare da grande? "La veterinaria, o la matematica" quando rispondi con un qualcosa riguardante animali e scienza vai sempre sul sicuro, e per un altro paio di anni nessuno ti chiederà più niente. Crescendo la cosa si complica considerevolmente... alla scuola media volevo diventare Psicologa, per cui ho scelto la scuola di conseguenza, capendo, al terzo anno, di aver fatto un salto nel vuoto a quattordici anni. Gli anni sono passati, la quarta liceo è nel pieno del suo sviluppo, e quella domanda torna, di nuovo, ad abitare i miei incubi: e quindi cosa vuoi fare da grande? è interessante notare come il verbo "fare" non venga mai sostituito dall' "essere"; interessante, ma anche molto inquietante. Pensando a quel grande, la mia mente dovreb...

Maggio 1860: Il Gattopardo

 ( Premessa : questo è un testo argomentativo scritto dalla sottoscritta nell'estate 2017; il linguaggio non è perfetto, ne sono consapevole, ma mi sono innamorata talmente tanto de Il Gattopardo che non posso non pubblicarlo.) " Ero un ragazzo cui piaceva la solitudine, cui piaceva di più stare con le cose che con le persone." -Giuseppe Tomasi di Lampedusa  1861 . Il Regno di Sardegna, il Regno Lombardo-Veneto, il Ducato di Parma, il Ducato di Modena, il Granducato di Toscana, lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie si uniscono. Si forma il Regno d'Italia; Vittorio Emanuele II ne diventa re e viene eletto un nuovo Parlamento. Lui nacque dopo 35 anni. 1955 . La penna è diventata la sua migliore amica, l'inchiostro il suo compagno di avventure e la sua mente è l'oratrice che racconta gli anni della famiglia Salina prima, durante e dopo la formazione del Regno d'Italia. Giuseppe Tomasi di Lampedusa sta scrivendo il suo primo ed ultimo ro...

Il Veltro dantesco: e Virgilio?

« […] infin che'l veltro  verrà, che la farà morir con doglia.     V. 102 Q uesti non ciberà terra né peltro,        ma sapïenza, amore e virtute e sua nazion sarà tra feltro e feltro.      V. 105 Di quella umile Italia fia salute per cui morì la vergine Cammilla, Eurialo e Turno e Niso di ferute.»          V. 108  (Inferno, I, vv.101/108)   Gli studiosi della Divina Commedia e del suo autore, il fiorentino Dante Alighieri, hanno interpretato la figura del “veltro”, ossia colui che ucciderà la lupa (metafora per indicare il vizio della cupidigia) e la rispedirà nelle profondità dell’Inferno, accostando la sua figura a quella di diversi personaggi, quali: Cristo, l’imperatore Enrico VII, Cangrande della Scala (nobile che ospitò Alighieri durante il suo esilio, e a cui il poeta dedicò il Paradiso della sua più grande opera), Uguccion...